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Relazioni e Ufficio Stampa

Altre VITTORIA legale dell' Università Popolare degli Studi di Milano

Altra vittoria dell'Università Popolare degli studi di Milano contro presto News FALSO.

Google ha deciso di inibire il sito falso in quant inllegittimo e diffamatorio. Lo stesso nostro studio legale è stato contattato da esponenti dell' MIT University, Harvard University, per congiungere un'ennesima querela a chi a capo di questa diffamatoria campagna contro le istituzioni. Attendiamo l'esito dei magistrati e fiduciosi di un verdetto altresì severo come già altri sentenziati.

Agcm

Agcm Ricorso al TAR Lazio

A seguito della sazione rivolta alla comunicazione l'Università Popolare degli studi di Milano ha posto istanza ricorrendo al tribunale amministrativo regionale Lazio.

Università Popolare di Milano contro i siti Fake come Presto.News

Università Popolare di Milano contro i siti Fake come Presto.News - Uni-Internazionale

Diffondono informazioni inesatte e prive di fondamento”: questa la conclusione del direttivo universitario in seguito ad alcuni ripetuti attacchi, in particolare da un sito “Fake”, presto.news,  che si spaccia per un altro sito svizzero. 

Aggiornamento 

Milano 24 giugno 2017 – “Abbiamo appreso con rammarico dell’esistenza su Internet di un sito web (www.presto.news) che in una sua pagina, redatta da un autore che si nasconde nell’anonimato, pubblica frasi ingiuriose e prive di fondamento nei confronti del nostro Ateneo.

Il dominio in questione ha cambiato spesso la propria home page e nel corso dei mesi e ha assunto dapprima le sembianze di una radio Svizzera, come descritto quila Schweizer Radio und Fernsehen (SRF) www.srf.ch che abbiamo avuto modo di avvertire direttamente. Dopo alcuni giorni dai nostri contatti con i proprietari svizzeri della radio, presto.news  ha cambiato “look”. E ora vorrebbe farsi passare come appartenente al network di fact-checking http://www.poynter.org che stiamo contattando per avvertirli del plagio del loro marchio. 

Qui potete scaricare uno storico (PDF) dove si troverà anche un nome legato al dominio: probabilmente si tratta di un nome fittizio, Antonio Russo con residenza in Svizzera (leggere in fondo all'articolo pr un aggiornamento). 

L’Università Popolare di Milano non è l’unica a subire questo genere di attenzioni: sotto attacco anche la LIUC Libera Università di Castellanza Carlo Catteneo e l’Università la Sapienza di Roma (parlando di presunti esami truccati). Addirittura a farne le spese una docente della Bocconi, la prof.ssa Silvia Vianello  professionisti come Rudy Bandiera e istituti privati come  l’Istituto CEFI di Roma. Il sito è un fake registrato con un dominio a Panama a nome di  Antonio Russo, ne abbiamo parlato anche qui.
 
All’interno del sito si parla anche di una certa “Università della Gente“, e di un certo GIUSEPPE MACARIO (vedi in fondo a questo articolo). Una Università che non ha alcun valore legale e alcun riconoscimento in Italia. Giudicate voi:
 
L'UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO HA GIÀ DENUNCIATO IL SITO PRESTO.NEWS 

In nota del Direttivo Universitario, che ci informa di aver reagito alle insistenti diffamazioni a mezzo stampa con una querela presso la Procura della Repubblica (marzo di quest'anno).

“Le affermazioni contenute nel loro testo sono altamente lesive e contengono perciò gravi ipotesi di reato. Per queste ragioni abbiamo già dato mandato agli avvocati per sporgere denuncia agli organi competenti ai fini dell’accertamento di ogni responsabilità . Inoltre è prevista una azione civile per il risarcimento dei danni che è stato calcolato ammontino a circa 2 milioni di euro di danno di immagine. A riguardo si precisa che il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza”. 

L’Università Popolare degli Studi di Milano svolge dunque le sue funzioni in completa armonia con le leggi vigenti dello Stato Italiano e – precisa – è autorizzata con provvedimento amministrativo pubblicato addirittura sulla Gazzetta Ufficiale e da una consultazione confermata da Consiglio di Stato.

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Conclude così l’ateneo: “Diffidiamo altresì chiunque a veicolare il contenuto di tali affermazioni e ci riserviamo di procedere anche contro i soggetti che, a qualsiasi titolo, concorreranno alla diffusione, sia integrale che parziale,di notizie diffamanti. Difenderemo l’onorabilità del nostro Ente e delle persone diffamate. Ribadiamo pertanto, con assoluta fermezza, che l’Università Popolare degli Studi di Milano continuerà ad operare nell’interesse dei propri studenti, sempre fuori da ogni logica di interruzione dei percorsi di studio e già riconosciuti dal Consiglio di Stato.
 

Diffondono informazioni inesatte e prive di fondamento”: questa la conclusione del direttivo dell’Università Popolare di Milano  presieduto dal suo Presidente Marco Grappeggia,.

 

PUBBLICAZIONE SULLE TESTATE GIORNALISTICHE 

L’Università Popolare degli Studi di Milano contro i Siti Fake

Aggiornamento 

Università Popolare di Milano all’attacco: prima sentenza di condanna per chi ha diffamato un membro dell’ateneo

 

FAQ 

 
L'UNIVERSITÀ POPOLARE È L'UNICA A OPERARE IN AFRICA? 
 
L'Università Popolare degli Studi di Milano  non è l'unica. Se guardata ad esempio a questo link vedrete come anche Università italiane hanno stretto rapporti di collaborazione con Burkina Faso e in particolare l'Université de Ouagadougou. E poi ecco le Università sempre italiane che hanno stretto accordi con le sedi universitarie della  Costa d'Avorio.  
 
Quindi quando leggiamo in rete frasi come "francamente ci sfugge il nesso tra la Costa d'Avorio e il Burkina Faso con le lauree italiane" noi consigliamo ai nostri allievi di informarsi perché quasi tutte le università svolgono accordi con paesi in via di sviluppo, ma nel caso di una popolare questo è addirittura contemplato nello statuto. 
 
 
CI SONO CORSI DI INGEGNERIA CIVILE? 

Oltre alle "facoltà" di sociologia, scienze Politiche e scienze della comunicazione, l'università popolare di Milano promuove ancora corsi di “Ingegneria Civile e Ambientale” che permettono l'iscrizione all'Albo degli Agrotecnici. È tutto autorizzato dal MIUR, al contrario di qualche commento negativo che si leggere qua e là in giro sulla rete. E i documenti di autorizzazione sono facilmente visibili: Li trovate qui. 
 
DUNQUE PIENO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DA PARTE DEL MIUR? 
 
L'università popolare di Milano è riconosciuta dal MIUR, e chi afferma il contrario come è già avvenuto in passato è stato querelato. Del resto un ente privato e internazionale come l'Università Popolare ha tutto il diritto di appellarsi alla legge. Con una querela anche al Miur e al CIMEA che finora non hanno annullato alcun documento che permette e permetterà l'Università di svolgere le sue regolari funzioni formative. 
Se ci saranno sviluppi se ne potrà prendere atto ma fino a che su Gazzetta Ufficiale l'ente ha il permesso di svolgere funzioni formative ed erogare titoli riconsciuti, tali titoli hanno valore e lo avranno anche nel caso, ipotetico, il Miur non concedesse più l'autorizzazione a svolgere attività in Italia. Fermo restando che l'università in quanto internazionale potrà svolgere le sue funzioni in qualsiasi altro paese europeo ed extrauropeo.

ATTENZIONE A SITI CHE PROMUOVONO UNIVERSITÀ NON RICONOSCIUTE 

Il sito Presto News promuove una certa Università della Gente (o University of People), e di un certo GIUSEPPE MACARIO (vedi in fondo alla pagina) che pur esistendo negli USA - cercate su google "università della gente presto.news" - i  titoli rilasciati sono autentici pezzi di carta.  Non ha alcun riconoscimento in Italia. 

 
 
COME VERIFICARE IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI?

Se vorrete sapere se una Università ha qualche riconoscimento in Italia è sufficiente che consultiate l'elenco delle Università italiane oppure gli atti del MIUR in Gazzetta Ufficiale.  Li trovate qui. 
 
 
INSULTARE SU INTERNET O SU FACEBOOK È UN REATO PENALE 

Succede nello spazio  “virtuale” (si fa per dire)  di Facebook ma ora la controversia ha avuto esito giudiziario nelle aule del tribunale di Verbania.

La vicenda inizia nella primavera 2015, quando si legge nella sentenza  «Sul suo profilo ha postato post diffamanti a sfondo pornografico. Prima ha iniziato a contattare persone dalla mia pagina facebook, chiedendo “l’amicizia” anche a titolari di poliambulatori con cui collaboro. Poi il 2 settembre ha postato di insulti contro di me. I post sono rimasti visibili 19 giorni, prima della rimozione».

Dopo aver cercato di ottenere la rimozione delle frasi offensive, la vittima si è rivolto alla Polizia Postale di Varese per diffamazione aggravata a sfondo sessuale: la vicenda è stata poi trasmessa alla Procura di Verbania. «Mi ha anche danneggiato pesantemente nella professione, facendomi perdere anche un contratto universitario internazionale».

In sede penale la persona che ha diffamato  è stato condannato a 9 mesi, come riportano alcune testate giornalistiche, con una provisionale di 25mila euro. Resta da definire l’esito in civile. La richiesta di risarcimento «per danni morali, degradazione professionale» è in totale di 800mila euro. Una vicenda che ricorda le responsabilità personali nell’uso dei social network e che segnala anche i problemi con cui i professionisti hanno a che fare, nella tutela del proprio lavoro.

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“La prima sentenza dal tribunale arriva subito e si fa sentire severamente!” ci spiega il presidente di Ateneo. “Il tribunale di Verbania ha condannato infatti a 9 mesi in sede penale e l’esito futuro in sede civile di 800.000€ di danni saranno donati per cause di ricerca scientifica”.

Ne parla anche La Prima Pagina

Dunque basterà attendere qualche mese, perché la giustizia faccia il suo corso anche per questo sedicente sito.

Curiosamente, lo stesso sito anonimo prende di mira Università Italiane di tutto rispetto come LIUC (Libera Università di Castellanza), e alcuni docenti della Bocconi e de La Sapienza, diffamandoli pesantemente. Evidentemente chi ha realizzato il sito non si sente conto che tale comportamento oltre a essere poco serio, comporta dei danni di immagine quantificabili in centinaia di migliaia di euro che andranno dibattuti in sede penale e civile. 
 
 
CI SCRIVE UN LETTORE 

È possibile risalire al codice html della prima pagina del sito presto.news
ed ho individuato il codice adsense che viene usato per la pubblicità 

ca-pub-8280607389218757
 
è usato dal dominio www.cheatturnitin.com come si può vedere andando nel codice sorgente di questo sito.
 
Il whois del sito cheatturnitin.com riporta 
 
Registrant Name  GIUSEPPE MACARIO
Registrant Email  CHEATTURNITIN.NOREPLY@GMAIL.COM 
 
 
Oltre al sito .com lo stesso dominio è stato registrato tempo fa e poi disattivato con estensione xyz
 
 

la persona ha poi provveduto ad eliminare anche questo articolo su linkedin
 
ma ne ha fatto un altro tradotto in italiano che rimanda al primo 
 
 
da qui il suo link a questo profilo linked in
 
 
e tutti i suoi social
 
Di  GIUSEPPE MACARIO parla anche il sito Presto News, basti cercare su Google "Giuseppe Macario Presto.news" per avere tutte le informazioni in merito.