Università Popolare degli Studi di Milano: dalla formazione alla ricerca applicata
Il confronto con Nicola Crozzoletti apre una riflessione sul rapporto tra preparazione accademica, esperienza professionale, ricerca scientifica e divulgazione, con particolare attenzione ai contesti multiculturali
La distanza tra ciò che si studia e ciò che si incontra concretamente nell'attività professionale rappresenta una delle questioni centrali della formazione contemporanea. È da questo punto che prende forma il confronto tra l'Università Popolare degli Studi di Milano e Nicola Crozzoletti, psicologo, psicoterapeuta e dottore di ricerca in Scienze sociali, cofondatore nel 2023 del Joint Doctoral Centre – Associazione dottorale per la Ricerca, la Cura psicologica e lo Sviluppo umano ETS.
L'associazione sviluppa attività di studio e ricerca nelle scienze psicologiche e sociali, con particolare attenzione alla salute psicologica, allo sviluppo umano e ai contesti multiculturali.
È proprio la multiculturalità a offrire uno degli esempi più concreti di come ricerca e attività professionale possano incontrarsi: Crozzoletti lavora da anni con popolazioni migranti e concentra parte della propria attività sullo studio delle variabili psicologiche e culturali che possono incidere sull'osservazione, sulla diagnosi e sull'intervento.
Il punto scientificamente interessante riguarda i limiti che strumenti e protocolli elaborati prevalentemente su popolazioni occidentali possono incontrare quando vengono applicati a persone provenienti da contesti culturali profondamente differenti.
Il Joint Doctoral Centre (“joint”: unioni di riconoscimenti attuativi) indica infatti tra le proprie aree di attività proprio lo studio dei flussi migratori, dell'integrazione sociale e della salute psicologica in contesti multiculturali. Nel dialogo con l'Università Popolare degli Studi di Milano emerge così un'idea di formazione nella quale alla preparazione teorica si affianchi il confronto con professionisti che operano quotidianamente sul campo. “Nei gruppi di studio e nelle commissioni scientifiche debbono convivere competenze accademiche e competenze tecniche - commenta Crozzoletti - affinché i ricercatori siano capaci di padroneggiare metodologia e letteratura scientifica, ed i professionisti in grado di portare nell'analisi problemi, casi ed esigenze derivanti dall'esperienza concreta.”
Per gli studenti dell'Università Popolare degli Studi di Milano questa impostazione può aprire un terreno particolarmente interessante: metodologia della ricerca, partecipazione a gruppi di lavoro, approfondimento dei fenomeni sociali e soprattutto valorizzazione dei lavori conclusivi attraverso una vera cultura della pubblicazione.
Una tesi ben costruita, nell'impostazione emersa dal confronto, può rappresentare l'inizio anziché la conclusione del lavoro dello studente: i risultati possono essere rielaborati in un paper, sottoposti a un percorso editoriale oppure tradotti in una forma di divulgazione scientifica capace di conservare il fondamento metodologico della ricerca rendendolo comprensibile a un pubblico più ampio.
Crozzoletti sta seguendo personalmente questa direzione anche sul tema delle migrazioni: nel 2026 ha pubblicato un lavoro scientifico-documentale derivato dalla propria ricerca dottorale sui flussi migratori mediterranei, corredato da DOI e destinato alla disseminazione accademica. È forse questo il punto di contatto più interessante tra l'esperienza del Joint Doctoral Centre e il percorso che l'Università Popolare degli Studi di Milano può sviluppare: costruire occasioni nelle quali formazione, esperienza professionale e produzione culturale non procedano su binari separati. Il passaggio dalla tesi alla ricerca, e dalla ricerca alla divulgazione, permette allo studente di misurarsi con fonti, metodo, revisione dei contenuti e responsabilità della comunicazione scientifica.
È una prospettiva che attribuisce alla formazione una continuità concreta: ciò che nasce nell'università può essere verificato sul campo, discusso all'interno di una comunità scientifica e infine restituito alla società sotto forma di conoscenza accessibile.