La nostra storia

Il nostro fondatore

L’Università Popolare di Milano fu fondata nel 1901 da Ettore Ferrari, scultore, politico e docente italiano, ma soprattutto grande protagonista della celebrazione artistica del nuovo stato Italiano a seguito dell’Unità avvenuta pochi decenni prima.

Fu opera di Ferrari, tra le tante, la statua di Giordano Bruno tutt’ora a Piazza Campo de’ Fiori, a Roma. Ferrari fu anche professore dell’Istituto Superiore di Belle Arti, deputato al Parlamento Italiano e gran maestro dell’obbedienza massonica Grande Oriente d’Italia.

Quando nel 1901 Ferrari fondò l’Università Popolare, Milano non era la città che conosciamo oggi. La moda, il design e i servizi del terziario erano ancora lontani a venire. La società milanese era composta per lo più di contadini e operai, tant’è che a pochi passi dal centro c’erano o capannoni industriali o campi, molti dei quali rimasero anche nei decenni successivi, come ricorda anche la canzone “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano.

L'inizio
L'inizio

Gli inizi

In questo scenario di inizio secolo, la scuola era privilegio di pochi e l’Università appariva ancora più inaccessibile.

In Italia come nel resto d’Europa, le Università Popolari (le prime furono fondate in Svezia, Danimarca, Inghilterra e Francia già sul finire dell’Ottocento) iniziarono ad impegnarsi non soltanto istruendo un numero sempre crescente di cittadini di ogni età e condizione sociale, ma anche coinvolgendo professionisti e illustri uomini di cultura che desideravano offrire parte del loro tempo e delle loro competenze in questa impresa. Per molti di loro era una sfida affascinante e, per l’epoca, “anticonformista”.

L’Università Popolare di Milano fu una delle prime a nascere nel nostro paese. Ad essa, nella sola Milano, si aggiunsero ben presto altre università popolari cittadine: l’Università Popolare Milanese, l'Università Popolare (in) Milano, l'Università Proletaria Milanese (definita anche "del dopolavoro").

Uomini di cultura illustri

D’Annunzio fu uno dei più grandi sostenitori della cultura popolare e insegnò per alcuni anni proprio nella nostra università. Come lui, erano docenti altri illustri uomini di cultura, tra cui Giovanni Bovio, Benedetto Croce, Ludovico Mortara, Roberto Ardigò, Gioacchino Volpe, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini e Francesco Pullé.

Fondamentale per il diffondersi della rivoluzione culturale fu l’apporto della rivista quindicinale L'Università Popolare fondata da Luigi Molinari a Mantova nel 1901, trasferitosi poi a Milano dove diresse, fino al 1918, le Pubblicazioni periodiche Università Popolare Milanese attualmente conservate presso gli archivi museali della nostra Università.

La Seconda Guerra Mondiale
La Seconda Guerra Mondiale

Il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale

La Seconda Guerra Mondiale significò un cambio radicale nell’educazione e nella cultura.
Benito Mussolini volle trasformare le principali correnti popolari della cultura in istituti di Cultura Fascista. Il Duce volle che le scuole che erano di carattere democratico divennero scuole del partito.
Nei reperti storici da noi conservati, si nota che le tessere associative e di appartenenza di quegli anni recano un doppio marchio: quello dell’Università e quello del Fascio.
Anche i materiali didattici sono marchiati e patrocinati dall'Istituto di Cultura Fascista che si prodigò in una conduzione quasi scolastica delle discipline di pensiero fascista. Purtroppo insegnammo anche la semantica della razza.
Per un breve periodo l’Università fu anche chiusa.

Gli anni '60 e '70

Come accade nella vita, anche la nostra storia è fatta di alti e bassi, di successi e di sconfitte. Gli anni del dopoguerra furono per la nostra Università un periodo difficile. Negli anni della ripresa economica, la nostra Università veniva ancora associata al Fascismo, in quanto protagonista della formazione del regime. Tutte le altre Università italiane proponevano un’identità esclusivamente sociale e avevano idee di sinistra, mentre il nostro istituto veniva ancora - e a torto - additato come fascista.

La rinascita si vide soltanto dalla fine degli anni Settanta, grazie al contributo della stimata Augusta Bassi in Lagostena, detta Tina.
Tina promosse intense collaborazioni, grazie alle quali nacque, nel 1979, anche l’Università Popolare di Milano, non facente parte del nostro gruppo se non per collaborazioni.
Tina diede dimostrazione del suo talento innato fino a raggiungere la posizione di Presidente e Rettore Magnifico.

Augusta Lagostena Bassi, detta Tina
Augusta Lagostena Bassi, detta Tina

Tina Augusta Bassi in Lagostena

Avvocata e politica italiana, Tina divenne nota nei tribunali italiani come una delle principali e più agguerrite avvocate per la difesa dei diritti delle donne. A tal proposito, celebre l’aver difeso i diritti di Donatella Colasanti contro Angelo Izzo nel processo sul Massacro del Circeo.
Celebri le sue arringhe in cui, con termini asciutti, descriveva la violenza subita dalle sue assistite rompendo così un muro di silenzio che esisteva sia nella società sia nel mondo dei tribunali sulla questione della violenza sessuale.
Fu anche una delle fondatrici del Telefono Rosa.
Fu membro della Commissione Giustizia della Camera dei deputati durante la XII legislatura e nel 1996 fu promotrice della legge contro la violenza sessuale.
Dal 1994 al 1995 fu anche componente del gruppo sulle pari opportunità della Comunità Europea.

Gli anni ‘80 e la svolta del CNUPI

Nel 1982, a Sorrento, il professor Ottavio Ferulano fondò la Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (C.N.U.P.I.). Soci fondatori e protagonisti di questa iniziativa erano proprio quelle antiche Università Popolari, dirette eredi di un passato così ricco di esperienze e di storia, ma anche tanto vitali da proiettarsi verso le sfide e le novità del futuro.

Poco meno di dieci anni dopo, nel 1991, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, con un apposito decreto legge pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n° 203 del 30.8.91, riconosceva alla C.N.U.P.I. la personalità giuridica, premiando così la validità, la serietà, ma anche l’attualità e le potenzialità future di un percorso di didattica e di formazione oramai già consacrato da una storia più che secolare.

Tra gli scopi statutari e, prima ancora, storici delle Università Popolari afferenti alla C.N.U.PI.:
offrire ai cittadini di tutte le età un servizio di crescita culturale svolgendo corsi relativi ai più diversi argomenti,
curare l’aggiornamento di chi esercita un’attività,
agevolare la formazione e la preparazione specialistica di chi intende inserirsi e qualificarsi nel mondo del lavoro.

Attualmente, tutti i presenti Brand e Marchi delle università popolari milanesi sono registrati presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Ufficio Italiano Marchi e Brevetti) e regolarmente accreditati per la loro storicità dalla Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane, la CNUPI, e in gestione da parte di quest’ultima all'Università Popolare degli Studi di Milano.

1980 e svolta del CNUPI
Università oggi

L'Università oggi

Oggi l’Università Popolare di Milano ha mantenuto la sua vocazione storica, affacciandosi ancora di più all’internazionalità e alla collaborazione tra le diverse istituzioni culturali nel mondo, senza confini geografici.
Con la nota protocollo 564 Milano 5 Ottobre 2011 del Provvedimento Ammnistrativo 313/11 MIUR l'Università Popolare degli Studi di Milano è ufficialmente affiliata alla University of United Popular Nations, con sede a Ouagadougou, ed è ufficialmente partner della Università di Stato di Ouagadougou, nello Stato del Burkina Faso, e dell’Università di Stato Bouaké, nello Stato della Costa d’Avorio.
L’Università Popolare degli Studi di Milano può rilasciare i titoli accademici per conto delle predette università, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Lisbona e dalla normativa vigente.

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