La nostra storia

L'inizio

Le origini dei movimenti popolari e di cultura proletaria in Europa nascono nella fine dell'800, a partire da Svezia, Danimarca e Francia fino ad arrivare, nel 1900, in Italia, dove si costituiscono i primi centri di cultura autonoma proletari.

Milano, anomala nella sua crescita culturale, vede formalmente quattro diverse correnti di pensiero formativo: l'Università Popolare di Milano, L'Università Popolare Milanese, l'Università Popolare (in) Milano, l'Università Proletaria Milanese (definita anche "del dopolavoro").

Attualmente, tutti i presenti Brand e Marchi sono registrati presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Ufficio Italiano Marchi e Brevetti) e regolarmente accreditati per la loro storicità dalla Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane, la CNUPI, ed in gestione da parte di quest'ultima all'Università Popolare degli Studi di Milano.

Durante i primi del ‘900, i movimenti popolari diventano dei poli di eccellenza formativa in cui gravitano maestri della cultura italiana come Gabriele D'Annunzio, Benedetto Croce e Francesco Lorenzo Pullè che organizzò a Milano, nel 1906, il I Congresso Internazionale delle Opere di Educazione Popolare, a cui partecipò un buon numero delle circa settanta università popolari allora operanti in Italia.

Il congresso fu ripetuto nel 2015, sempre a Milano.

I primi Anni del 1900 vengono ricordati come anni importanti della rivoluzione culturale milanese, dove l'eccellenza formativa si mostra con grandi successi.

Fondamentale fu, in tal senso, l'apporto della rivista quindicinale L'Università Popolare fondata da Luigi Molinari (1866-1918) a Mantova nel 1901, trasferitosi poi a Milano dove diresse, fino al 1918, le Pubblicazioni periodiche Università Popolare Milanese attualmente conservate presso gli archivi museali della nostra Università.

L'inizio
La Seconda Guerra Mondiale

La Seconda Guerra Mondiale

La Seconda guerra mondiale ha significato un cambiamento radicale nell'educazione e nella cultura.

Il Duce Benito Mussolini volle trasformare le principali correnti popolari della cultura in istituti di Cultura Fascista.

Nei reperti storici da noi conservati, si nota che le stesse tessere associative e di appartenenza recano un doppio marchio: quello dell'Università e quello del Fascio.

Anche i materiali didattici sono marchiati e patrocinati dall'Istituto di Cultura Fascista che si produce in una conduzione quasi scolastica delle discipline di pensiero fascista. Anche di questi anni, l'Università Popolare degli Studi di Milano conserva diverso materiale storico presso gli archivi museali.

Il dopoguerra e gli anni '60 e '70

Un periodo buio, quello di essere stati protagonisti della formazione fascista quando l'identità era esclusivamente "sociale".

Un'importante rinascita si vede solo alla fine degli anni 70, con i contributi della stimata Augusta Lagostena Bassi, detta Tina.

In quegli anni, a seguito di una intensa collaborazione, nasce anche l'Università Popolare di Milano (1979), non facente parte del nostro gruppo se non per collaborazioni.

Tina darà dimostrazione del suo talento innato fino a raggiungere la posizione di Presidente e Rettore Magnifico.

Augusta Lagostena Bassi, detta Tina
1980 e svolta del CNUPI

1980 e svolta del CNUPI

La foto ritratta accanto (estratta dall'archivio CNUPI) mostra le importanti conferenze che porteranno poi al Decreto Ministeriale di riconoscimento della CNUPI.

La CNUPI, Confederazione Nazionale delle Università Popolari, verrà poi riconosciuta con decreto speciale che concede le virtù di Università Popolare.

L'Università oggi

Con la nota prot. 564 Milano 5 Ottobre 2011 del Provvedimento Ammnistrativo 313/11 MIUR l'Università Popolare degli Studi di Milano è ufficialmente affiliata alla University of United Popular Nations, con sede a Ouagadougou, ed è ufficialmente partner della Università di Stato di Ouagadougou, nello Stato del Burkina Faso, e dell'Università di Stato Bouaké, nello Stato della Costa d’Avorio.

L'Università Popolare degli Studi di Milano può rilasciare i titoli accademici per conto delle predette università, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Lisbona e dalla normativa vigente.

Università oggi

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